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Viviamoci

Viviamoci

di e con Giorgia “Gigia” Mazzucato

Testi e regia di G.Mazzucato

Musiche di Roberto “Ominostanco” Vallicelli

Luci di Paolo Facco

“Viviamoci” è un monologo trasformista, un intreccio di storie che si colorano l’un l’altra esplorando le diverse atmosfere e sensazioni che oscillano in opposizione tra il comico e il tragico. “Il mio personale scopo nello spettacolo -dice l’attrice- è quello di provare e far provare (in tutti i sensi) quante più possibili emozioni, a me e al pubblico. In “Viviamoci” vi sono felicità, rabbia, disperazione, speranza, paura, nostalgia, sorpresa e rimorso. Il tutto in nome, non di uno sterile virtuosismo, ma di una viscerale confessione d’Amore verso la Vita.”

Lo spettacolo è vero e proprio viaggio interno ed esterno ai tre diversi personaggi interpretati dall’attrice e ai loro mondi che si creano tra incontri e scontri: una giovane madre piange di gioia e poi di dolore, la piccola figlia, energica e felice, crea personaggi che prendono Vita nelle sue favole viaggiando nella fantasia con i suoi giochi di parole e l’amato peluche, un giovane meccanico veneto cresce con un duro lavoro, tra soddisfazione ed errori fatali. Le storie, all’inizio apparentemente distinte, passo dopo passo, arrivano ad un incontro che chiuderà il cerchio.

 

Foto di Margherita Volpin

Foto di Margherita Volpin

 

Note di regia e messa in scena

La regia dello spettacolo verte sulla semplicità e sulla funzionalità in ordine da rendere quanto più chiari e intensi i cambiamenti di interpretazione da un personaggio all’altro. Tutti i mezzi e gli strumenti artistici spettacolari sono dunque rigidamente strutturati in favore dell’evidenza attoriale e delle sue sfaccettature interpretative (sia psicologiche che corporee) in una mentalità che si potrebbe definire “actor-centrica: la scenografia è unicamente costituita da un cubo nero al centro che corrisponde alla seduta comune a tutte le figure interpretate; la luce cambia con sfumature calde/fredde sempre a seconda del personaggio interpretato e infine la colonna sonora, composta appositamente su e per i personaggi coinvolti, ne rappresenta un’anima musicale forte, che cambia insieme alle emozioni degli stessi. Tutto dunque lavora per creare e scoprire le profondità e le differenze dei protagonisti. Proprio profondità e differenze sono stati i centri maggiori di studio e ricerca registica e interpretativa. L’attrice interpretando Aurora si concentra sulla vivacità, evidenziata sia a livello fisico (Aurora è una ragazzina) con movimenti veloci e scattanti, sia a livello psicologico ed emotivo grazie a velocissimi e tortuosi giochi di parole. Lo stesso Lino, sua creatura, Francesca e Maicol invece si costruiscono molto per contrasto (avendo i monologhi alternati l’un l’altro): Francesca è un sempre sorridente, con voce delicata e forte, portamento elegante e sicuro; Maicol è molto emotivo e spesso eccessivo, la sua voce è marcata da un forte accento veneto, il suo portamento è pesante e un po’ goffo. Il passaggio interpretativo da un personaggio all’altro avviene nella maggior parte dei casi adoperando l’ultima posizione di uno come prima dell’altro, fluidamente e con l’aiuto della musica che a sua volta, varia. La ricerca registica si concentra sull’intensità espressiva del corpo che, modellato diversamente a seconda della variazione personaggio e della sua età, rende la storia leggibile e comprensibile aldilà delle parole.

Premi e riconoscimenti

“Viviamoci” durante una replica alla “Libera Università di Alcatraz” di Gubbio, ha avuto un’approvazione lusinghiera dal Maestro Dario Fo, che ha definito lo spettacolo una pièce “dalla recitazione con tempi puliti e chiari tipici di una professionista, con un testo paradossale e metafisico, una scrittura puntuale ed efficace”.

  •     Lo spettacolo ha vinto il premio “Miglior Spettacolo” nella prestigiosa rassegna dello storico teatro veneziano Teatro L’Avogaria della famiglia Poli.

•I frammenti comici dello spettacolo hanno dato Vita ad uno spettacolo a sé stante (“Capitan Vento”), classificato secondo al concorso nazionale sul teatro comico “Gran Premio dello Spirito” (padrino della manifestazione Ninetto Davoli)

•I frammenti comici sono stati selezionati per una performance con altri artisti (Edoardo Leo, Edoardo Pesce ed altri) organizzata e diretta da Massimiliano Bruno

•Segnalazione  dello spettacolo ed invito al Festival di Alcatraz della famiglia Fo insieme ad altri attori (Paolo Rossi, Moni Ovadia)

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